THE MAGAZINE OF THOUGHTS, DREAMS, IMAGES THAT PASS THROUGH EVERY ART OF DOING, SEEING, DISCOVERING

05 March 2011

NEMETON - High Green Tech Magazine


Hospitable city: la cultura del progetto e il verde
(Luciano Crespi)
La qualità della città contemporanea dipende sempre più dalla qualità dei suoi spazi, interni ed esterni, più ancora che dalla eloquenza dei suoi “monumenti”. In particolare piazze, strade e giardini, pur svolgendo un ruolo differente rispetto al passato, forniscono l’indice di qualità di un territorio e della sua capacità di offrire spazi ospitali ai nuovi viandanti della contemporaneità. E costituiscono la vera sfida del progetto e delle sua capacità di dare risposte alle domande relative alla ricerca di una nuova civiltà dell’ abitare. La stessa questione del verde urbano rientra in questa prospettiva e si offre come occasione per una riflessione sull’attuale ruolo del design.
Luciano Crespi, architetto, ha insegnato Tecnologia dell’architettura del Politecnico di Milano. Attualmente è professore ordinario di design alla Facoltà di design del Politecnico di Milano, dove è presidente del corso di laurea in Design degli interni. E’ membro del collegio del dottorato di architettura degli interni, presso il Politecnico di Milano, e del comitato direttivo della Società italiana del design. Tra le sue ultime pubblicazioni “Neotopie” e “L’allestimento ai tempi del viandante”.



NEMETON
High Green Tech Magazine 
 
 Is now available a new biannual publication dedicated to the newest in greening technologies 
(where the knowledge of the agronomist and of the architect weave together)

 Simbolo della rivista è la foglia di Gynkgo

E' ora disponibile una nuova rivista dedicata alle alte tecnologie per il verde 
(ove i saperi dell'agronomo e dell'architetto si fondono tra loro)



Carla Horat Alberi,
La foresta dei segni, bulino, rame, cm 60x35 (1990)

NEMETON is a word of Celtic origin meaning sacred grove - the palce where the divin  manifests itself that for the Celts an most other peoples that symbolized a sense of profond union with the world. It is where the union between nature and man, his identity, and his sense of belonging is evident.

Technology is noy enough; one must also know what to do and why. These answers can be sought in all areas of human knowledge - in our philosophyes, religions, , and anthropologicals studies, and in the sciences of nature and man.

Becoming ever more diffuse, a new attention in the presence of vegetation is completly changing our traditional understanding of what "green" means. This change involves many things: agricolture and what we eat, architecture and landscape, design and how we live. Now more than ever we are coming to recognize that all of these aspects are inextricabily linked by a common denominator- the green factor.



L’architettura si muove sempre di più verso la sostenibilità, verso una integrazione della natura all’interno degli edifici, e verso una ricerca di materiali che siano il più possibile sostenibili. Dalla nuova integrazione tra natura e architettura nascono giardini pensili, tetti che sono dei veri e propri giardini, muri verdi che permettono agli edifici di respirare.
The Coolist ha stilato la classifica dei 10 capolavori di architettura sostenibile dotati di tetti verdi. Io ho deciso di aprire con la Nanyang School of Arts di Singapore, con il suo tetto mozzafiato piantato nel 2008. Tra i 10 tetti, ad ognuno dei quali The Coolist dedica una gallery per chi vuole ammirare dettagli e particolari, c’è anche l’Accademia delle Scienze della California, opera di Renzo Piano, il cui tetto è uno tra i migliori esempi di green roof al mondo, integrazione perfetta tra architettura e natura: i 2 acri e mezzo del tetto ospitano piante locali per la conservazione della biodiversità.


NEMETON è parola di origine celtica che indica il bosco sacro, iul luogo in cui si manifesta il divino che per quei popoli, come per molti altri, equivale al sentimento di profondea unione con il mondo. Il bosco sacro è il luogo in cui si evidenzia l'unione tra natura e uomo, l'identità, l'appartenenza.

La tecnologia non è sufficiente, non basta sapere come fare, è necessario sapere perchè e cosa fare. E questo va cercato in ogni campo dei saperi dell'uomo, nelle filosofie, nelle religioni, nelle antropologie, nelle sienze della natura e in quelle dell'uomo.

Si sta diffondendo una nuova attenzione all'elemento vegetale che cambia completamente le prospettiva con la quale abbiamo sin'ora considerato il "verde". E' un cambiamento che coinvolge l'agricoltura e quindi l'alimentazione, l'architettura e il paesaggio, il design e l'abitare. Tutte  discipline che si scoprono, ora più che mai, indisolubilmente legate ad uno stesso denominatore comune, l'elemento vegetale.


Avendo fatto la conoscenza,  in Casabella di Lesa-Lago Maggiore, di Giuseppe Rosa, che di Nemeton è il Publishing Coordinator, abbiamo anche conosciuto, tramite lui, che ce ne ha donata qualche copia, questa bella rivista, ricca d'argomenti subito apparcisi di grande interesse e d'immagini accattivanti, incentrata su temi anche molto distanti fra loro, come  "la bellezza", il "sapere-verde", l' "architettura e il design", lo "sky garden e il vertical farm", ma legati dal filo comune d'una visione aperta al futuro, disincantata e convinta che l'oggi deve preparare basi solide se vogliamo un domani capace di arridere a nuova vita per tutti gli abitanti di questa terra.




Boschi sacri e giardini segreti
Paola Maresca


Il bosco è fin dall’antichità luogo sacro e iniziatico. La sacralità del bosco si estese poi a tutta la vegetazione, come scrigno di saperi e di conoscenza. Come nel bosco anche nel giardino si nascondono segreti e allegorie. Un complesso apparato di simboli caratterizza infatti il giardino, dove la natura, appositamente predisposta e sintonizzata con le frequenze dell’anima, entra in contatto con la nostra profonda essenza. Questa sapienza arcana informa il disegno dei giardini a cominciare dal Medioevo, dove l'idea stessa del giardino è associata al Paradiso terrestre e successivamente, dà vita a parchi fantastici e giardini alchemici, fino alle soglie del romanticismo dove itinerari iniziatici ritagliano i sentieri e il giardino diviene scenario per un opera più vasta.
Paola Maresca, architetto, ha pubblicato “Boschi sacri e giardini incantati”(1997), “Giardini incantati,boschi sacri e architetture magiche” (2004), “Giardini, mode e architetture insolite” (2005), “Giardini, donne e architetture” (2006) e “Giardini simbolici e piante magiche” (2007). “Giardini e delizie” (2009). Dirige i Quaderni “Giardino e Architettura”.

Essa si occupa di verde, come già nel nome e nel marchio, risorsa fondamentale e sempre più scarsa, e di argomenti che ne fanno da corollario, quali le tecnologie che ne supportano lo sviluppo, la propagazione ed il suo essere sempre più a contatto con la vita dell'uomo, e la ricerca della ecosostenibilità architettonica, che ne è il veicolo più complesso, e pur ancora pieno di incognite.


Roma, scorcio di Lungotevere

 (fotografia di Alessandro Gabbianelli) 

Sfogliando alcuni numeri di Nemeton ci siamo resi conto, pur essendo noi assai vicini ai temi dell'architettura, dell'ambiente e della città, per passione e per professione da oltre trent'anni, che le diramazioni delle sue specializzazioni divengono sempre più fitte e articolate mano a mano che il tempo passa, e che facciamo fatica ad inseguirne tutti gli episodi più significativi, e le evoluzioni sia sul versante tecnico che su quello teorico.



Certamente questo del verde, visto attraverso una lente particolarmente potente che ne studia e diffonde gli aspetti tecnici che meglio sanno attribuirgli realistico peso all'interno delle attività umane,  nonchè valide prospettive d'estendersi nell'ambito dei grandi progetti di sviluppo urbano e ambientale all'interno della stessa disciplina architettonica, in termini di soggetto (il più delle volte perfino da protagonista) e non più solo di complemento, ha saputo imporsi a tal punto oggi da avere bisogno di un magazine tutto e solo su di esso incentrato.


Parc de Bercy, 1993-1997, Parigi
Bernard Huet, Madeleine Ferrand, Jean-Pierre Feugas, Bernanrd Leroy (architetti)
Ian Le Caisne, Philippe Raguin (paesaggisti)
(fotografia di Alessandro Gabbianelli)



Ecco perciò Nemeton . La rivista appare subito complessa e ricca di sfaccettature gustose. In essa gli argomenti sono trattati così come l'informazione li divulga senza imporre soluzioni scontate o punti di vista teorici precostituiti in partenza. Essa va decisamente oltre tutto ciò che l'argomento verde ha significato e divulgato di sè fino a pochissimi anni fa, attraverso testate che hanno dovuto "cambiare aspetto", e targhet, pur di sopravvivere, attribuendo alle pratiche verdi una interpretazione quasi totalmente decorativa e "fai da te", ancorchè esposte con dovizia di "consigli utili" e di riferimenti alla manualistica d'uso. Tanto da potersi permettere il lusso oggi, Nemeton, ricambiandone totalmente la concezione espositiva e di mercato, di concentrarsi prevalentemente sulle problematiche dei grandi progetti, con orizzonti gestionali a livello d'ampio respiro sociale e istituzionale, piuttosto che sugli aspetti privati della piccola scala, sicuramente più generosi, in termini numerici di lettori e fans, perciò sfidando il mercato sull'utilizzo di nuovi canali comunicativi, e di nuove questioni da risolvere, alcune di importanza vitale per la sopravvivenza stessa di taluni equilibri raggiunti in termini di ecosistemi, Anzi, di più, ciò s'è potuto ottenere adottando un ventaglio di temi trattati, come può evincersi dalla lettura dei suoi indici, capaci di muoversi contemporaneamente tra le grandi questioni filosofiche che sottendono i temi della "bellezza", o del "sapere storico", o quelli ancora del rapporto tra "musica ed architettura", a quelli della conoscenza scientifica e pratica dei modi di coltivazione in determinate condizioni di clima o di impiego, ovvero diluendo ancora ogni possibile specialismo entro questioni generali che attengono all'arte.



Un lavoro perciò di conoscenza e di divulgazione, questo che Nemeton indaga e promuove, che attraversa orizzontalmente e verticalmente ogni livello di discorso che muovasi attorno alle questioni di fondo che essa si pone: diffondere l'idea ecologica nel comportamento scientifico e pratico dell'essere umano; trovare i punti di saldatura tra "bellezza e tecnica"; migliorare l'ambiente diffondendo ed adottando soluzioni "verdi".



Nature urbane: giardini verticali e muri vegetali
Anna Lambertini, Daniele Romare

Nelle città che cambiano, la presenza diffusa di spazi aperti e di vegetazione, l’uso consapevole delle risorse naturali, la gestione creativa dei luoghi pubblici, così come l’attenzione ai temi della memoria culturale e dell’identità estetica dei paesaggi dell’ordinario e della dimensione quotidiana, diventano fattori indispensabili per indurre mutamenti positivi e per promuovere modelli di vita urbana sostenibili. In questo panorama si inseriscono le nuove tecnologie in grado di realizzare giardini verticali, sviluppando una tradizione che usa la tecnologia per aumentare la qualità di vita.
Anna Lambertini, architetto, è dottore di ricerca in Progettazione Paesistica. Dal 1994 svolge attività didattica e di ricerca presso il Dipartimento di Urbanistica e di pianificazione del Territorio dell’Università di Firenze. Attualmente docente il Master in Paesaggistica di II livello di Firenze. Tra le pubblicazioni: “Vertical Gardens” (2007).
Daniele Romare ha introdotto in italia il lavoro di Patrik Blank, si occupa dello sviluppo e distribuzione di prodotti di design e di progettazione di sistemi di verde innovativi.


 Per dare una idea del taglio adottato dalla rivista, nell'esplorare il mondo filosofico che alligna nelle tematiche verdi, ci limitiamo a riportare alcuni titoli degli articoli che essa  propone ai suoi lettori: "Neo-Nature oggi: verso una terza architettura"; "Strategie di esplorazione e comportamento di sciame nelle radici"; "Quando gli uomini nascevano dalle piante"; "Il bello come cura dell'anima"; " Il sentiero dell'architettura porta nella foresta"; "Il luogo della poesia". Ma, d'altro canto non sono pochi gli articoli che hanno come preciso obbiettivo quello di aggredire gli aspetti conoscitivi del livello scentifico, proponendone soluzioni che solo il versante high tech potrebbe adeguatamente affrontare. Anche in tal caso riportiamo dei titoli, presi a caso, per dimostrarne l'assunto: "Il parco storico bioenergetico di Villa Seghetti Panichi"; "Il ristorante sull'albero"; "Fattorie nello spazio"; "Green roofs"; " Una biopiscina da provare"; "L'agricoltura verticale"; "Emilio Ambaz, un'intervista".

 
Gilles Clemént - Parc Henri Matisse, Lille- Alessandro Gabbianelli, architetto paesaggista


Vogliamo segnalare ai nostri lettori questa rivista perchè attraversano, le sue pagine, i temi che anche a noi sono particolarmente vicini, e che spesso ricorrono anche nei nostri articoli. Perchè sappiamo che essi attraggono molti dei nostri lettori e che, facendo con essi sistema, potranno crearsi gli spazi di ancora maggiori incontri e interessi. Crediamo molto, noi di TACCUINI INTERNAZIONALI, in questo scambio, e che non contano tanto i temi trattati, quanto lo spirito che ne anima la ricerca, in quanto modo di essere e di concepire la conoscenza. Il turismo, che è ambito da noi frequentato per essere ancor più frequentato, è esso stesso, come abbiamo detto più volte fin da quando abbiamo aperto la nostra rivista, un modo di concepire l'esistere nel mondo, e di sentirci parte di esso. La conoscenza ne è il principale strumento, ed è in questo che ci siamo sentiti vicini a "Nemeton", quando di esso ne abbiamo parlato, sfogliandolo e poi leggendolo, con Giuseppe Rosa, che ne cura i rapporti con l'ditore, nel cui spirito ci ha introdotti quando gli avevamo indicato i nostri stessi interessi.


Durante questa estate, EcoZoom, come ha sempre fatto, vuole tenervi aggiornati sulle novità e gli eventi che ci saranno!
Si tiene a Bologna, nell’ambito di ExpoGreen, il Symposium internazionale dedicato a verde verticale, giardini pensili, vertical farm. Presso la Fiera di Bologna saranno presenti esperti da tutto il mondo, per descrivere le più avanzate tecnologie di progettazione e gestione degli spazi verdi.
La ricerca più avanzata dell’architettura sostenibile internazionale si dà appuntamento con l’HIGH GREEN TECH SYMPOSIUM, che si preannuncia come uno degli eventi più importanti del 2009. L’attenzione è puntata sulle alte tecnologie per il verde, si mostreranno le ultime realizzazioni in materia di verde verticale, giardini pensili e vertical farm in Europa, formando nell’insieme un evento unico e inedito in Europa.



Una bella ed affascinante rivista, che avremmo forse preferito meno patinata e con una grafica meno dispersiva, più rigorosa, come lo è la piattaforma del suo orizzonte tematico. Ma e certo che ora, che la sappiamo esistere, essa ci accompagnerà nel tempo, sovrapponendosi ai nostri ragionamenti e fondendosi alle nostre altre passioni.

Publisher
Esselibri Spa - Sistemi editoriali, Napoli, Italy
www.sistemieditoriali.it
Publishing coordinator: Giuseppe Rosa
Director: Maurizio Corrado
Chief Editor: Laura Brignoli
Editorial coordination: Carolina Truzzi


Enrico Mercatali
TACCUINI INTERNAZIONALI

Lesa, 5 marzo 2011





5 comments:

  1. Gentile Enrico Mercatali,
    le scrivo per ringraziarla del bellissimo e lungo articolo che dedica a Nemeton, rivista di cui sono indegnamente capo-redattrice, ma anche per cercare di ristabilire alcuni equilibri. La rivista è frutto dell'ideazione, dell'inventiva, delle conoscenze, della cultura di Maurizio Corrado, purtroppo solo marginalmente indicato nell'articolo. Mi dispiace che l'articolo indichi il sig. Rosa come il deus ex machina della rivista. Il suo ruolo, delicato ed essenziale soprattutto quando è svolto con cura e competenza, è quello di curare i rapporti con l'editore. Non gli è mai stato richiesto altro, né altro ha mai ottemperato per Nemeton.
    Maurizio Corrado è persona troppo modesta, troppo presa dai propri studi, come accade spesso alle grandi menti, per intervenire come sto facendo io ora. Quindi ovviamente è un incompreso, incurante di farsi scippare il merito da gente senza scrupoli. Che peccato... Sono certa che un lettore attento, come lei ha dimostrato di essere, sa leggere anche nelle pieghe di questo mio intervento capendo lo spirito che lo anima, uno spirito che, sono certa, anche lei possiede.
    Con molti cordiali saluti
    Laura Brignoli
    laurabrignolipusterla@gmail.com

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  2. Gentile Laura Brignoli,
    la ringrazio per le sue preziose informazioni, subito utili per le necessarie modifiche del nostro testo.
    Spero di essere sempe utile al vostro prezioso lavoro di cui condivido lo spirito e gli obbiettivi.
    Tutto ciò che nel nostro vi è scritto è solo frutto della nostra passione, ed anche dei nostri limiti. Nessuno, del resto, potrà mai influenzarci, nell'aumentare o nel diminuirne gli effetti.

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  3. Gentile Enrico Mercatali,
    le scrivo per rivendicare la paternità di due fotografie da lei utilizzate: quella del parco di Bercy (http://alessandrogabbianelli.blogspot.com/2010/12/parc-de-bercy-paris.html) e quella di Roma (http://alessandrogabbianelli.blogspot.com/2011/02/roma.html).
    Essendo anche lei un blogger immagino sia a conoscenza di quelle poche regole che è necessario seguire per il rispetto del lavoro altrui. La prima è: l'accortezza di citare le fonti dalle quali si "prelevano" i materiali. Al contrario non è mia la fotografia del parco Matisse.
    Le chiedo gentilmente di colmare questa mancanza o di togliere le foto.
    Grazie
    Cordiali saluti
    Alessandro Gabbianelli (http://alessandrogabbianelli.blogspot.com/)

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  4. Gentile Alessandro Gabbianelli, la ringrazio per la sua preziosa collaborazione. Personalmente credo che la rete debba diffondere quanto più possibile materiale sia necessario a ben illustrare o definire un concetto, o una tesi utile alla conoscenza generale (come in questo caso attraverso le sue belle fotografie) anche quando a ciò si frapponga qualche vuoto informativo o conoscitivo. Il tempo potrà poi perfezionare il vuoto con il contributo di tutti gli interessati. Credo anche che questa possa, e debba, considerarsi una prassi normale per un mezzo quale la Grande Rete, per la quale certo sarebbe un bene non applicare le più stringenti regole della carta stampata. Questo è però il mio pensiero, che non pretendo debba collimare con quello di altri. Cordiali saluti Enrico Mercatali

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  5. Gentile Enrico Mercatali,
    innanzitutto la ringrazio per aver soddisfatto la mia richiesta e di aver scelto di non togliere le foto. In secondo luogo ci tengo a dirle che concordo perfettamente con quello che lei mi scrive. Anche per me la rete rimane una grandissima fonte d'informazione libera e anche io sono soggetto a "dimenticanze".
    Cordiali saluti.
    Alessandro Gabbianelli

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