THE MAGAZINE OF THOUGHTS, DREAMS, IMAGES THAT PASS THROUGH EVERY ART OF DOING, SEEING, DISCOVERING

Icons - Icone

- About Icons -
The best for Taccuini Internazionali
into Nord-West Italy

(International Notebooks)




Le eccellenze iconiche
di Taccuini Internazionali
(riguardanti il nord-ovest del Paese Italia)
 




Fiera-Milano-Rho
è il polo fieristico milanese 
progettato dall'architetto Massimiliano Fuksas

riferimento di livello europeo per confrontare e commercializzare l'innovazione, la ricerca, i prodotti





 Il nuovo polo fieristico, che si aggiunge a Fiera-Milano-City divenuta ormai centro fondamentalmente congrassistico e di scambio, è localizzato presso l'ingresso in Milano dalle autostrade Nord, tra Milano e Malpensa, a circa 45 minuti d'auto dal Lago Maggiore. E' divenuto subito, nell'anno stesso della sua inaugurazione avvenuta nel 2005, simbolo dell'operosità Milanese e del Made in Italy. La sua manifestazione più importante, che si tiene nel mese di aprile di ogni anno, è il Salone del Mobile, che ha oltre 350.000 visitatori che provengono da ogni paese del mondo. Anche standisti e compratori provengono da ogni continente, facendosi attrarre anche dalla manifestazione collaterale del Fuori-Salone, che avviene in ogni angolo della città, nata anni fa spontaneamente, ed oggi sempre più organizzata, da galleristi, aziende, produttori, istituzioni e negozianti. All'area del Centro Fieristico si sono affiancate due torri alberghiere "pendenti" a firtma dellp'architetto francese Dominique Perrault.Fiera-Milano-Rho è ormai una icona della città meneghina.





Il nuovo skyline milanese
la piazza dedicata a Gae Aulenti
e il grattacielo di Cesar Pelli



Appena realizzata questa piazza di Milano, coi suoi nuovi grattacieli, è subito divenuta un'icona della città. Essa infatti si è appropriata del tradizionale skyline, fatto solo di guglie del Duomo e dei grattacieli Pirelli e Velasca, entrambi realizzati nella seconda metà degli anni '50, inserendosi prepotentemente come nuovi protagonisti. La nuova piazza è stata collocata presso lo storico Centro Direzionale cittadino, determinando un flusso di nuova pedonalità lungo le strade commerciali più caratteristiche della città, dal Duomo alla Stazione di corso Garibaldi. Nonostante le prime perplessità le nuove strutture sono oggi accettate dai milanesi e dai turisti, e perfino apprezzate, nel rinnovato quadro d'immagine che la città, sede di grandi manifestazioni fieristiche legate al Made in Italy, offre di sè al mondo. Icona glamour, dovuta principalmente alla sagoma fortemente personale dell'edificio più alto, a firma dell'architetto americano Cesar Pelli



Grattacielo Velasca
Milano
Opera firmata BBPR
(Belgioioso, Banfi, Peressutti, Rogers)



qui fotografato da Irene Kung



I Pavesini
Biscottini di Novara


L'azienda novarese, produttrice dei biscotti tipici della città già conosciuti in tutta Italia, ha avviato nell'immediato dopoguerra una imponente campagna promozionale collaborando con la Società Autostrade, che nel frattempo avviava la costruzione della rete autostradale del nostro Paese. Pavesi, promuovendo il biscotto novarese, metteva in opera numerosi centri di servizio all'automobilista, i famosi Autogrill Pavesi, come luoghi di ristorazione, bar e rifornimento di carburante.






Il Rosa,  icona alpina piemontase,
è montagna delle "Pennine", alta 4.634 metri



Il Monte Rosa e il Lago Maggiore. Icona del nostro territorio il Rosa è la seconda montagna delle Alpi, con i suoi 4.634 metri di altezza (Punta Dufour), il primo massiccio per estensione, la vetta più alta della Svizzera. Il suo versante Est, verso Macugnaga, ha dimensioni himalayane, la parete più alta delle Alpi.  Macugnaga (Valle Anzasca) è località ossolana, dista dal Lago Maggiore  54 Km ed è raggiungibile in circa un'ora








La più bella icona della modernità milanese




GRATTACIELO  PIRELLI


firmato da Giò Ponti nel 1956
(studio Ponti, Fornaroli e Rosselli, studio Valtolina e Dell'Orto, Ing. Pierluigi Nervi)

Il "Pirellone", come viene chiamato dai milanesi è un elemento figurativo inconfondibile dello skyline di Milano, con la sua sagoma estremamente sottile in direzione Nord-Sud, tanto da sembrare una lama.
Avanzatissimo in tecnologia, negli anni della sua costruzione, è stato per parecchi decenni il più alto edificio d'Europa in cemento armato: il problema tecnico più difficile è stato quello di inserire i pannelli di facciata e i pannelli delle pareti mobili entro una struttura soggetta a forti oscillazioni elastiche, dovute all'azione del vento sulle strutture in cemento armato. Il fissaggio dei pannelli è stato risolto con un attacco speciale tipo "silent block" che permette impercettibili movimenti indipendenti dei diversi elementi dell'intero complesso. I pannelli interni invece sono dotati di speciali molle di fissaggio inserite nei montanti.
(vedi, relativamente all'opera artistica di Giò Ponti, in Taccuini Internazionali, l'articolo "La storia di una sedia": http://taccuinodicasabella.blogspot.com/2011/04/la-storia-di-una-sedia-la-sedia-che.html).







The eighteen century Kashmir cupressus
on the Isola Madre
(Golfo Borromeo - Lake Maggiore - Italy)


Il gigantesco cipresso è la rarità botanica che svetta altissimo nel piazzale antistante il loggiato di ingresso del Palazzo Borromeo al centro dell'isola, che è il primo giardino di acclimatazione del Lago Maggiore. Il cipresso è l'esemplare più grande d'Europa (8 metri di diametro, altezza 25 metri). Abbattuto da una tromba d'aria il 28 giugno del 2006, fu salvato da un mix tecnologico, ingegneristico, botanico: il 6 luglio una equipe di 25 persone, con 3 gru lo rimettono a dimora fissandolo con 18 tiranti d'acciaio. Oggi mostra la sua disavventura, ma ha ricominciato a vegetare in ogni sua parte continuando così la sua storia secolare.


 MILANO
 MUSEO NOVECENTO


Milano, piazza Duomo - Due immagini del nuovo Museo Novecento nell'ex Arengario. Icona di meneghina romanità, l'arco a tutto sesto è divenuto simbolo stesso dell'idea novecentista di italiana urbanità, soggetto protagonista delle tele di Giorgio De Chirico e di tanta arte metafisica del Novecento Italiano, ben rappresentato nel museo e dal museo medesimo, nella sua stessa architettura


 Milano, fianco del Palazzo Arengario, oggi Museo Novecento
(foto di Enrico Mercatali, dettaglio delle finestre) 





 MOLE ANTONELLIANA  MUSEO DEL CINEMA


Torino: la Mole Antonelliana, simbolo iconico della città


Museo del Cinema, interno alla Mole Antonelliana, dal 2000 vi ha istallato la sua sede permanente, anche in ragione d'una tradizione cittadina dedicata al cinema fin dalle sue origini, all'epoca del muto, che vide sorgere in città numerosi centri di produzione, tra cui, tra i maggiori quello di Grugliasco, ancora visibile dopo l'avvenuta ristrutturazione


L'immagine straordinaria e impressionante dell'interno della volta della Mole Antonelliana
con l'impianto ascensore al centro.




OLIVETTI
un marchio italiano nel mondo

 

Olivetti, il marchio creativo nel mondo che parla italiano. Un mondo di cultura che, dalle origini eporediesi di fine ottocento, si è irradiato fino ai giorni nostri in tutti i paesi, permeando di sè  e delle sue qualità tecnologiche ed estetiche il mondo del lavoro, ma anche quello della società intera,  costituita da un habitat a misura d'uomo. Alto sapere ingegneristico e avanguardia ergonomica e stilistica hanno reso possibile il miracolo olivettiano di una cultura diffusa, intrisa di democrazia. Il Piemonte la sua terra, Ivrea la sua città originaria, oggi sede del Museo Virtuale dell'Architettura Moderna
 
Gianfilippo Usellini pittore del novecento aronese



"Allegoria di Arona, Sapienza e Scienza", 1963

Abbiamo scelto questo dipinto di Usellini (dipinto presso la Scuola Media Giovanni XXIII in Arona) per aprire la Homepage di Casabella, ed i suoi Taccuini Internazionali, per l’ammirazione che da sempre ho per il suo autore e per la bellezza intrinseca che quest’opera possiede, specie per chi conosce Arona e il grande lago che essa spalanca alla vista di chi vi giunge dalle grandi città italiane ed internazionali, e per chi anche, almeno un poco, conosca Usellini e il suo mondo pittorico, tanto intimamente custodito, quanto ricco di spunti universali di pensiero.

Gianfilippo Usellini era di Arona ed è per questo che egli ben s’era appropriato del suo genius loci per averlo saputo così ben limpidamente rappresentare nello spirito dei tempi. Egli insegnava a Brera quando io lo conobbi. Ne vidi poi l’opera quasi al completo, assieme alla figlia, della quale ero amico, in occasione della grande personale svoltasi a Milano, presso la galleria Permanente, nei lontani anni ottanta.

Gianfilippo era anche milanese d’adozione, ed infatti, non a caso, vi ha rappresentato in primo piano anche una biblioteca, con il grande mappamondo (la Braidense teresiana?), ed un telescopio (la specola galileiana sui tetti di Brera, sopra la Pinacoteca?), e poi anche la traslazione via acqua dei blocchi di marmo (che dalle cave di Ornavasso, transitando per il sistema dei Navigli leonardeschi, sarebbero giunti alle spalle del Duomo, per approvigionarvi la Veneranda Fabbrica)

Sullo sfondo, dietro ad una immaginifica e verdeggiante Rocca (forse ritagliata nella foggia dello stesso duomo milanese) vi si scorgono i segni, rimasti incompiuti, del Sacro Monte di Arona, ove il Colosso del Cerano (Daniele Crespi) ricorda quanto parte ebbe S. Carlo Borromeo nella edificazione dell’intero grande apparato iconografico secentesco lombardo-piemontese dei Sacri Monti, che tanto ha forgiato lo spirito del suo tempo, nonchè l’immagine imperitura di questi luoghi.

Il dipinto, sponsorizzato dallo stesso Dio Mercurio, che vi presenzia baldanzoso, è anche un inno alla scienza e alla tecnologia, alle grandi comunicazioni transalpine, all’aviazione, al commercio, all’unità dei luoghi nella creazione del benessere dei popoli, così evidenziando il contributo non solo estetico, ma anche etico, che questo lago e il suo territorio hanno esercitato in età moderna nel nostro paese, in Europa, nel mondo.



LA CAFFETTIERA DEL LAGO MAGGIORE
ICONA DI DESIGN E ICONA DELL'ARTE E DELLA CULTURA ITALIANA 


"Moca" Bialetti, simbolo stesso del caffè di gusto italiano, il più apprezzato nel mondo



L'icona della Moca si è tanto affermata da suggerire la propria forma ad un comune prodotto 
da banco di supermecato al gusto di caffè
(foto di Enrico Mercatali) 


Qui la Moka nel programma pubblicitario televisivo "Carosello"negli anni '50



Bialetti e Alessi sono marchi molto importanti del design casalingo italiano noto nel mondo, assieme a tanti altri, quali Lagostina, Olivari, Fantini e tanti altri. I loro stabiulimenti sono concentrati nel "distretto del casalingo" che si colloca geograficamente nel comprensorio compreso tra il Lago Maggiore e il Lago d'Orta, specializzatosi nel tempo in questo genere di produzione dell'oggetto casalingo realizzato in metallo, ed in acciaio in particolare. Oggi, gran parte di questa produzione si avvale anche di componentistica di sintesi, che ha reso possibili nuove forme e nuovi colori assai graditi al pubblico. I prodotti che abbiamo qui riprodotto sono divenuti nel tempo, tanto elevata diffusione hanno saputo conquistarsi nel mondo, vere e proprie icone, immediatamente riconoscibili nel vasto panorama della cultura dell'immagine.



 Le caffettiere di Aldo Rossi, prodotte da Alessi, sono come torri o campanili d'Italia



Elettricità come modernità
Le iconiche figure del moderno nelle portaluppiane centrali elettriche dell'Ossola


I primi del secolo XX l'avventura elettrica nelle sperdute e lontane valli ossolane annovera tra le più moderne e raffinate strutture architettoniche, costituite dalle centrali che l'architetto Luigi Portaluppi ha realizzato in gusto decò. Alcuni dettagli di tali architetture mostrano ironici ed allusivi riferimenti iconici al tema elettrico, simbolo stesso di una modernità capace di portare benessere e innovazioni nei panorami vallivi ancora totalmente legati alle antiche culture montane e pastorali

 

Piero Portaluppi,  centrale idroelettrica di Cadarese (Premia-Verbania). 1925-29



La cascata di Fondotoce, da cui origina la forza necessaria a dare vita alle centrali idroelettriche della Val d'Ossola
(accanto a destra il grande albergo che Luigi Portaluppi costruì nello stesso periodo in cui fece le stesse centrali) 


Non distante dall'Albergo sulle Cascate del Toce Portaluppi fece costruire un prototipo di ristorante alpino, il "Wagristoratore", in onore alla modernità costituito da due carrozze ferroviarie, allo scopo trasportate in sito, affiancate ad una palazzina in stile locale. Tale bizzarria, tipica della sua "accesa" creatività, simbolo dei tempi, pochi anni dopo demolita, dovrebbe, a nostro avviso, essere ricostruita allo scopo di ricordare lo spirito epico dei tempi e di attirare nuovo turismo culturale


Piero Portaluppi, centrale di Varampio, sala macchine, 1912-17, ampliamento 1930




Torino Lingotto

Già centro di produzione FIAT, simbolo stesso di Torino e del paese Italia, oggi è stato treasformato dall'architetto Renzo Piano in grande polo mediatico di ricettività, turistica, commerciale e culturale.


Torino, Lingotto. Nella foto grande il complesso edilizio del 1915 dell'architetto Giacomo Mattè Trucco, assai apprezzato da Le Corbusier nelle sue pagine di "Verso un'architettura" del 1923. Nella foto sotto la copertura del Lingotto, con la famosa pista di prova per le automobile appena uscite dalla catena di montaggio. Qui sopra "Lo Scrigno", avveniristico contenitore della Pinacoteca Gianni e Marella Agnelli, progettata da Renzo Piano.

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