THE MAGAZINE OF THOUGHTS, DREAMS, IMAGES THAT PASS THROUGH EVERY ART OF DOING, SEEING, DISCOVERING

10 June 2012

Grande mostra sugli anni 70 a Milano - Cultura e arte dal 1969 al 1980 - di Enrico Mercatali





Addio Anni 70
Cultura e Arte a Milano 1969 -1980




Sopra al titolo: uno degli artisti che stavano emergendo alla fine dei Sessanta in America era Allan Kaprow. Lo ritroviamo a Milano in quel periodo, nelle manifestazioni organizzate  dalle   autorità cittadine, in collaborazione con il consolato milanese degli States, e coi maggiori galleristi milanesi che avevano fatto della città una delle mete più attrattive del mondo in fatto d'arte, una delle quali è stata una performance per le strade del Quartiere Comasina. Qui nella foto: Allan Kaprow his Environment “Yard,” 1967 Pasadena edition with participants. Photo copyright Julian Wasser. AFC Associate Editor Karen Archey’s latest piece at Art in America Online discusses the opening of Hauser & amp; Wirth’s first gallery in New York City. The teaser below.
Sotto al titolo: "Il corpo è tuo", da Re Nudo (rivista nata e prosperata negli anni '70, tipico prodotto editoriale di quegli anni a grande diffusione trasversale tra generazioni di giovani "contestatori" ed i loro maestri "intellettuali di sinistra"), qui in una immagine di anni più recenti, "Il ciclonudista".





I settanta, il decennio in mostra a Milano "Addio anni 70 - Arte a Milano 1969 - 1980",  sono stati anni veramente diversi, nuovi e difficili, complessi da viversi e da riviversi oggi, in quanto contraddittori, a volte fin troppo espliciti, ricchi di verità gridate ma anche a volte poco soddisfacenti per i risultati ottenuti. Questa di Milano è una mostra davvero densa di contenuti, piuttosto dispersiva, ma inevitabilmente tale per la grande varietà di cose da dire, da raccontare, da mostrare, certo spesso non si carta patinata, e quindi scomoda da affrontare, alternativa in tutto nel particolare ma infine priva di un suo genere o filo conduttore. Milano e la sua attuale amministrazione hanno voluto regalare questa storia alla città che ne ha principalmente condotto la principale trama, facendola gratuita alla visione dei concittadini, coerentemente con gli assunti che l'hanno legata a quella storia per molti dei suoi tratti e facendola anche ampia il più possibile. Putroppo però incompleta, come del resto non poteva che essere, data la mole dei temi da trattare, dei personaggi da raccontare, delle cose da dire e delle opere da mostrare. Numerosi infatti i buchi, e i vuoti non colmati.




Tutto si riassume nei Settanta sotto il segno del rapporto tra personale e politico. Anzi il motto  "personale è politico" si fa strada nel fermento rivoluzionario che trasforma eventi sporadici come fossero traguardi definitivi. Cassa di risonanza è il nuovo rapporto tra università e fabbrica, e di questo tutta la citta ne viene investita. La grande festa organizzata al Parco Lambro, memore dei grandi raduni americani od inglesi, in realtà fallisce. Ma di tali fermenti giovanili ogni ambito culturale, compresi quelli istituzionali, ne diventa tramite. Così ne diventano cassa di risonanza La Triennale, il Piccolo Teatro, almeno in parte, l'Università nel suo complesso. Molti poeti e letterati, uomini di cultura, galleristi e critici ne diventano i cantori, o quanto meno, gli accreditati speakers: Italo Calvino e Umberto Eco, Nanni Balestrini e Vittorio Gregotti, Arturo Schwarz e Guido Le Noci. L'editoria alternativa si fa spazio così come anche librerie alternative che diventano centri di lettura, di ritrovo e propaganda. Primo Moroni (qui sopra nella foto gialla ne è un esempio con la sua "Calusca" e, prima ancora, con il suo Club di via San Maurilio, ove si organizzava teatro sperimentale, letture collettive e dibattiti, gite fuori porta). Gli artisti, che partecipavano attivamente all'organizzazione culturale di quegli anni, davano testimonianza diretta con opere non sempre d'alto livello culturale. Qui sopra alcuni esempi: Nanni Balestrini e Daniel Spoerri (di quest'ultimo, e del suo Nouveau Realism, nella mostra vi è stata allestita una enorme sala piena di "tavoli a fine pasto").


Più che di opere d'arte infatti, pur trattandosi di una mostra d'arte milanese che già nel titolo si precisa in argomento e cronologia,  di argomenti vi si narra, e dei personaggi di fama che ne hanno fatto parte o in veste di artisti autori delle opere, o di galleristi che ne hanno lanciato il nome, o di critici e o filosofi e o storici che ne hanno parlato, o di figure dello spettacolo, della moda, del teatro, della musica, del costume che ne hanno fatto da sfondo nei più svariati modi. E' un intreccio di fili, infatti, che formano la matassa della mostra, ovvero quel coacervo di cose accadute e ricordate dalla stampa dell'epoca, oppure divenute note perchè riprese dai maggiori fotografi che di quel periodo sono riusciti a farne un palcoscenico di grande ineteresse e complessità. le opere quindi non costituiscono nella mostra che le punta d'un iceberg assai più ampio che vi sta sotto e attorno, e che a volte, diventa più interessante perfino delle opere, più necessario alla ricostruzione storica, più accattivante materia di racconto.





Vasti spazi della mostra sono stati dedicati agli artisti qui sopra rappresentati: Pino Spagnulo, Emilio Tadini, Alik Cavaliere, Valerio Adami, Enrico Castellani e Fausto Melotti. Di Spagnulo, Cavaliere e Melotti vi sono stati posti alcuni pezzi entro le sale reali d'arredo piermariniano, così che potessero trovare adeguato contrasto con i relativi lussuosi arredamenti. Le opere scelte non sono certo le loro migliori. Ma soprattutto non ritenuamo che essi possano considerarsi gli esponenti di maggiore rappresentatività degli anni Settanta. Altri artisti lo sono assai di più nella descrizione complessiva che la mostra intende dare, specialmente legando le opere al contesto socio-economico e politico. Ma certamente le loro opere hanno il pregio dell'opposto, ovvero esse sanno rappresentare forse più di altre il distacco che vi fu tra certi movimenti d'arte e di cultura ed il lavoro più silenzioso, ma altrettanto cospicuo in risultati, di altri. Nel complesso tali opere mostrano esattamente (e forse questo stava a cuore ai curatori Francesco Bonami e Paola Nicolin) quanto contraddittorio sia stato l'intero decennio, non lineare, ricco di scosse, ma anche di più tranquillo costrutto, specie a livello internazionale. Non fu un caso il fatto che la città di Milano visse il decennio dei Settanta come l'ultimo nel quale essa primeggiava nel mondo per arte e per cultura, prima di un suo smorzarsi sino a divenire poca cosa rispetto a fenomeni diversi e meno apparscenti, a volte perfino più provinciali e chiusi.



Diventa arte, ed aspressione d'arte, specialmente nei Settanta,  anche la pura carta stampata, la cui grafica diventa essenziale e comunicativa, con le sue illustrazioni, le sue vignette, la sua satira continua. Diventa espressione d'arte l'estrema povertà del prodotto editoriale, che non doveva contraddire il contenuto fortemente proletarizato, tendente ad essere espressione d'una politica di massa, e di una intellettualità totalmente asservita agli interessi delle classi lavoratrici. L'arte pura non sempre ne raccoglie i frutti, o ne sà esprimere i principi e gli ideali. Nasce l'arte povera, che spesso è povera negli stessi materiali che usa ma che non sempre rimane tale in quanto linguaggio povero e alla portata di tutti i palati. Emerge infatti anche un'arte, sì al limite della povertà dei mezzi, ed essenziale nel suoi tratti e nella scarsità linguistica adottata, ma anche assai colta e raffinata, al limite anche elitaria. Accanto ai Christo, ai Kounellis, ai Beuys emergono, specie a Milano, i nomi di Castellani, i Melotti, i Tadini, i Mari, i Mulas che non possono dirsi proprio proletari...




Allan Kaprow, attivissimo creatore americano di happenings d'arte, fotografato a Milano da Maria Mulas alla fine degli anni 60, in un prato del quartiere Comasina, assieme a Ida e Luciano Mercatali che per lui hanno organizzato per l'happening "Print-out", di cui alla locandina nelle mani dell'autore. L' "azione" di Kaprow prevedeva: "Guidando delle macchine in un prato aperto fino a che queste traccino una strada"- "Dipingendo la strada di bianco fino a venga cancellata" - "Segnando una strada asfaltata con una linea bianca" - Guidando delle macchine sulla linea fino a che venga cancellata".






Nel novero dei grandi fatti che dettero rilievo internazionale alla città nei Settanta la mostra ricorda, e qui noi pure segnaliamo con immagini, personaggi di spicco che le dettero lustro e dei quali ogni momento si parlava, e non solo nei salotti. Tra questi John Cage, del quale ricordiamo un famoso "concerto" che diede personalmente al Teatro Lirico, durante il quale non fu udita una sola nota musicale, ma solo lunghi ed estenuanti silenzi da parte sua, solo sul palco, ed in seguito le urla di un pubblico in preda alle più diverse reazioni, compresa quella di lanciargli addosso ogni genere di oggetto e di insulti: Inoltre la coppia Ettore Sottsass e Fernanda Pivano, che, da quell'epoca in poi, proseguirono separatamente le reciproche attività d'impronta creativa internazionalmente apprezzata. Poi ancora Ugo Mulas, del quale, morto prematuramente, la mostra espone le famosissime "Verifiche", ultimo contributo del fotografo alla grande produzione artistica mondiale (qui autoritrattosi nella foto con la moglie Nini). Poi Joseph Beuys, Forse "talento del secolo", che ebbe un rapporto speciale con Milano, forse suo approdo naturale per il legame che ebbe con Lucrezia Di Domizio Durini, critico d'arte e grande collezionista nell'immenso open space di via Mecenate, assieme alla quale fece assurgere il piccolo borgo di Bolognano a fama internazionale, compiendovi le performance e costruendovi le istallazioni che più lo resero famoso nel mondo, tra cui "Piantagione Paradise". 





Qui sotto abbiamo fotografato l'opera che rappresenta la mostra, scelta dai curatori per il suo manifesto e la sua promozione, ricca di ambiguità ed ironia, poetica ed ingegneristica al contempo: Alfa Castaldi, "La machine à manger les huitres", Milano.





Carla Cerati, foto dal libro "Nudi" edito nel 2007. La sua principale attività di fotografa risale agli anni 70, e nella mostra vi sono esposti alcuni suoi "nudi",  stampati in grande dimensione originale. Il nudo più sopra è stato scelto per la copertina del libro di Francesco Piccolo "La separazione del maschio", per Einaudi




Una grande parete della mostra ospita l'immenso olio di Arduino Cantafora, dal titolo "La città analoga", già esposto nell'atrio del Grattacielo Pirelli, che, assieme, a "La città analoga" di Aldo Rossi, 1976, serigrafia su carta, proposta per la prima volta alla galleria Antonia Jannone, propone una particolare lettura della città: Milano viene scansita e visualizzata secondo i parametri aldorossiani di "L'architettura della città", in cui si fanno simulacri della storia urbana i suoi più significativi monumenti che ne hanno determinato l'immagine e la forma, tra i quali compaiono pariteticamente il Lazzaretto e le case popolari del Quartiere Gallaratese.





Quando Christo venne a Milano per la prima volta divenne assiduo frequentatore di Guido Le Noci e della sua galleria Apollinaire, una delle emergenti negli anni 70 nella "città con più gallerie d'arte al mondo", propensa verso le avanguardie più estreme. Vi conobbe i vertici dell'intellighenzia critica cittadina, famosi galleristi ed altri artisti. Anche Pierre Restany, con lui frequentò in quel periodo la città, mettendo a segno numerosi interventi sulle riviste d'arte e di architettura più autorevoli di allora. Uno dei progetti di quel periodo dell'artista riguardò proprio il centro cittadino, con la famosa impacchettatura del monumento a Vittorio Emanuele II, in piazza del Duomo, per il quale riportiamo qui un bozzetto presentato alla mostra "Addio anni 70"




MM



Sospesi tra lo sguardo del testimone e il “senno di poi” del curatore, la mostra coinvolge direttamente anche alcuni protagonisti del tempo, come per esempio Nanni Balestrini, Gianni Emilio Simonetti, Sergio Dangelo con Arturo Schwarz e Daniel Spoerri con Gino Di Maggio, chiamati a curare alcune delle sale della mostra sulla base di esperienze che hanno vissuto in quel periodo.
In questo senso si muove anche il progetto editoriale concepito come integrazione della mostra, di uguale importanza e rilievo nella economia del racconto. Il libro che accompagna l’esposizione, realizzato da Mousse, è infatti un’antologia di testi e immagini d’epoca, selezionati e ristampati per l’occasione. Si tratta di documenti introvabili, provenienti da archivi, gallerie, fondazioni e biblioteche, utile punto di partenza per chiunque fosse interessato ad ulteriori sviluppi e analisi della storia artistica milanese.


 




Apre e chiude il percorso una reading room, progettata grazie alla collaborazione di Artek e Domus e realizzata con tavoli e sedie di Enzo Mari, legate all’esperienza dell’Autoprogettazione che egli presentò per la prima volta alla Galleria Milano nel 1974. Nella sala saranno visibili anche le interviste a critici e protagonisti del decennio realizzate appositamente per la mostra insieme alla documentazione editoriale d’epoca. Completa l’esposizione una sezione dedicata al libro d’artista e alle riviste indipendenti, allestita, dal 22 giugno 2012, nella sala degli Archivi Gianferrari del Museo del 900 a cura di Giorgio Maffei.
Da mercoledì 30 maggio la mostra è aperta gratuitamente al pubblico: un segno di coerenza coi contenuti espositivi e con gli impegni presi coi cittadini da parte della Giunta milanese.


Enrico Mercatali
Milano, 7 giugno 2012

06 June 2012




Rovistando nella teca dei "gadgets"
di Taccuini Internazionali



Sopra al titolo: "Per un turismo creativo e trasparente" (http://taccuinodicasabella.blogspot.it/2010/06/per-un-turismo-creativo-e-trasparente.html),"For creative and transparent tourism"(http://taccuinodicasabella.blogspot.it/2010/06/for-creative-and-transparent-tourism.html) - Nella foto: Il volto di una delle più belle tra le numerosissime raffigurazioni del Buddha presenti nel museo torinese di arte orientale (MAO) (foto di Enrico Mercatali).
Sotto al titolo: immagine frontale del Tecnoparco del Lago Maggiore, opera di Aldo Rossi, e sotto "Disegno per il Tecnoparco del Lago Maggiore" di Aldo Rossi .  Articolo su Taccuini Internazionali: "Il Tecnoparco del Lago Maggiore - attualità e un futuro da inventare" (http://taccuinodicasabella.blogspot.it/2010/06/tecnoparco-del-lago-maggiore-attualita.html),  and (http://taccuinodicasabella.blogspot.it/2010/06/lake-maggiore-tecnoparco-current-events.html)


i Gadgets di Taccuini
Giugno / Agosto 2010



Taccuini Internazionali, l'web-magazine collegato a "Casabella - Lago Maggiore" (luxury resort - laboratorio d'accoglienza creativa sulla sponda piemontese del Lago Maggiore) compie tre anni di attività ed avvia la sua quarta stagione avendo raggiunto traguardi importanti (Oltre 170.000 accessi alla rivista assieme al raddoppio degli ospiti di Casabella). Gli articoli più letti dall'avvio delle pubblicazioni ad oggi sono: "Le cattedrali del vino e le nuove cantine d'autore",  "L'Arte del design d'arredo festeggia la sua storia al 50° Salone del Mobile di Milano", "A Milano una mostra di delizie, dedicata a Giuseppe Arcimboldo", "Ermafrodito e i 6o marmi Borghese in mostra a Roma", "Editoria e giardini - il bosco, l'ombre, i sentieri - 10a edizione del Salone del libro sul giardino a verbania, Villa Giulia",  Casa Bossi a Novara, opera tra le più interessanti e discusse di Alessandro Antonelli, forse avrà un futuro", "Ragazza Lavazza, le foto del XX calendario Lavazza 2011 in mostra alla Triennale di Milano", "Moderno-Postmoderno, dopo la post-modernità torniamo ad essere moderni?", "Memorie di Adriano - Ivrea, la città-fabbrica democratica di Olivetti",  "Artemisia Gentileschi in mostra a Palazzo Reale a Milano".



Notizie d'ogni genere, nelle "pagine" del magazine, accompagnano il turista del "distretto dei laghi" ,e di tutta l'area nord-occidentale italiana compresa tra le grandi aree urbane del triangolo insubrico Milano-Torino-LocarnoBellinzona. Gli articoli si susseguono affrontando temi di generale interesse, che trascendono lo specifico-turistico, in quanto tale, ma raggiungono ambiti e questioni che riguardano tutti coloro i quali, non fermandosi alla superficie delle cose, vogliano affondare il loro sguardo, pur viaggiando, dentro al corpo vivo dei luoghi, all'interno dei soggetti,  dentro alle manifestazioni, ai dibattiti, ai siti monumentali da visitare e  ai luoghi da conoscere, ai musei da frequentare, ai cibi e ai vini da degustare, ecc., per averne una esperienza unica e personale. irripetibile.





Lo scopo di Taccuini Internazionali, attraverso i suoi "gadgets", che accompagnano gli articoli e le recensioni vere e proprie,  creando sulla colonna di destra i flash delle informazioni veloci, è quallo di segnalare eventi o avvenimenti, cose da fare o da vedere,  mentre, attraverso i suoi "articoli",  vengono fatti gli approfondimenti, nei risvolti più interni ai diversi argomenti trattati, provando a darne conto anche promuovendone una critica, proponendone al pubblico il proprio commentato punto di vista.
Sono tutti temi, però, quelli che riguardano complessivamente gli interessi di chi frequenta queste zone del Paese, turista o semplice avventore, che coprono il territorio dell'arte e della cultura,  gli aspetti visivi del paesaggio e delle utilizzazioni dei territori che lo animano, gli interessi legati alle produzioni agricole ed ai risvolti gastronomici oppure florovivaistici, e alle vocazioni produttive industriali, le attività ludiche e sportive e quelle propriamente legate al tempo libero.
Proponiamo ora, con Taccuini Internazionali, una nuova rubrica, di cui questo primo elemento ne costituisce l'avvio, destinata a raccogliere in una sorta di teca i numerosi gadgests che si raggruppano nella seconda colonna sulla destra delle nostre pagine, i quali, altrimenti, andrebbero perduti (dato che il contenitore accoglie non più di 3 o 4 articoli per volta e che la colonna dei gadgets non dovrebbe superare di molto in lunghezza lo spazio destinato agli articoli).





Le notizie raccolte in questa colonna, corredate dalle relative fotografie (spesso originali ed esclusive) perciò, anch'esse rintracciabili in rete, perciò, d'ora in avanti, saranno raggruppate in apposite schede (di fatto classificabili alla stregua di nuovi articoli del magazine) mano a mano che verranno rimosse (per anzianità) dalla relativa colonna destra delle pagine. Con una periodicità dai due ai quattro mesi, esse verranno perciò rimosse dalla colonna destra e raggruppate, con alcuni commenti aggiuntivi, entro appositi nuovi articoli della rivista.





Ciò facendo, non solo non togliamo dalla rete quelle informazioni, scritte o fotografiche, che fino al momento del riposizionamento nella teca potevano essere utilizzate, ma anche diamo loro una veste più ufficiale e definitiva, ricommentata e valorizzata, la cui veste potrà di volta in volta aggiornarsi al fine di costituire documento più facile da rintracciare ed utilizzare. Qualora vi fosse, come spesso c'è, una corrispondenza tra il gadget e gli articoli del magazine, essa verrà segnalata e resa facilmente linkabile, al fine di aggiungere un servizio in più per il lettore. Qualora invece ciò non fosse, verrà proposto un link direttamente ad articoli rintracciabili in rete, appartenenti a siti ufficiali o a blog che ne abbiano già trattato gli argomenti. In tal modo queste Schede dei gadgets di Taccuini si potranno porre in un luogo intermedio tra quello d'un indice e quello degli articoli, e quindi, semplicemente sfogliandole se ne potrà facilmente cogliere il senso e l'utilità. Speriamo che i nostri lettori imparino ad avvalersene.




ARONA SACRO MONTE

Una datata proposta dell'architetto Guido Canella andrebbe ripresa oggi, almeno nello spirito, promuovendone la memoria, ed un dibattito che non la faccia eclissare definitivamente. 

Grandi firme dell'architettura moderna ai piedi del Colosso di Daniele Crespi, sono state chiamate per dare forma a un progetto secentesco incompiuto, e ridare fiato e spessore al turismo aronese, ancora quasi unicamente di transito.


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Bettelmatt: l'oro bianco dell'Ossola 

Nell'ambito di Letteraltura: Un incontro con Gian Mauro Mottini sul Bettelmatt, il prodotto caseario che viene integralmente realizzato ad oltre 2500 metri di quota, un prodotto d'elevata eccellenza gastronomica, che determina effetti positivi anche nell'occupazione giovanile e nell'intera filiera produttivo-commerciale

STORIA, CULTURA, TRADIZIONI,  PRODUZIONE E FUTURO DEI FORMAGGI D'ALTA QUOTA

 

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Suggestioni aldorossiane

L'opera di Aldo Rossi nel VCO. Non sono solo interventi architettonici che il grande architetto italiano di fama internazionale ha lasciato nell'area dei laghi, ma anche la cospicua serie di prodotti industriali di design, realizzati per Officine Alessi nello stabilimento di Crusinallo (tra i laghi Maggiore e d'Orta). Suggeriamo una visita all'Outlet Alessi per acquisti di design casalingo a prezzi a volte davvero interessanti, anche per prodotti leggermente difettati.


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Un NUOVO SACRO MONTE d'ARONA

  promosso dall'architetto Guido Canella circa vent'anni fa. Da esso spunti per il futuro.  

TACCUINI rivisita oggi il progetto a più mani, a risonanza internazionale, per una Arona meno provinciale, che auspica capace oggi di mettere le basi per un futuro turistico di più largo respiro.

 

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Il Castello di Rovasenda è uno dei numerosi manieri esistenti tra Novara e Vercelli. In un recente convegno a Borgomanero Vittorio Sgarbi ha manifestato l'idea di recuperare l'immenso patrimonio di castelli esistente tra il novarese ed il vercellese, e di avviarne il recupero, teso a rivitalizzarne l'utilizzo sia in termini turistici che culturali, sottraendolo all'attuale degrado.


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Quale destino assegnare alle cave dismesse?
Quali prescrizioni paesaggistiche alle attività estrattive?


UNA REGOLAMENTAZIONE E' NECESSARIA PER TUTELARE IL PAESAGGIO



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Enrico Mercatali, Grugliasco (Torino) Teatro-studio Chalet Allemand (gia destinato nel 1913 a centro di riprese cinematografiche di Photo Drama Producing Company of Italy)

TORINO CITTA' DEL CINEMA - GRUGLIASCO CAPITALE DEL CINEMA 

Nella Home proponiamo un articolo di Sarah Scaparone sulla storia e l'attualità della "Cittadella del Cinema" che, nel 1913, venne realizzata a Grugliasco (To) dall'americano George Kleine, all'epoca del muto. Seguirà un successivo articolo sul recupero degli edifici storici dell'epopea del cinema muto grugliaschese, effettuata dallo studio milanese Mercatali & Partners, e dallo staff tecnico del Comune di Grugliasco, diretto dall'Arch. Jacopo Chiara.

 

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Convogliare turismo nella Bassa Novarese: Casalbeltrame e la sua memoria di terre e di fatica

La metafisica piazza del "Cascinale dei Nobili" e le sue "chiese matrioska", il Museo Etnografico, la Poderia del gusto e dei prodotti, le "botteghe dell'arte". Al ristorante "L'civel".





   

La "Topolino amaranto" decapottabile, di contiana memoria, da decenni nella Corte dei Nobili, presso il Museo Etnografico e la Poderia di Casalbeltrame (No). L'articolo che propone Taccuini è stato scritto da Eliana Frontini, artista e documentalista specializzata nell'arte e nella cultura dell'area novarese (http://taccuinodicasabella.blogspot.it/2010/08/casalbeltrame-un-miracolo-di-recupero.html).

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I filosofi Michel Onfray e Maurizio Ferraris discutono di come riscoprire il "mondo reale"  nell'era dell'illusione mediatica. 

Presso la Fondazione Europea del Disegno a Meina (Lago Maggiore), presieduta da Valerio Adami, sul tema "La questione dello stile" - 16-18 luglio 2010. Nella foto Michel Onfray e Valerio Adami a Meina, durante il dibattito (foto E. Mercatali). Dibattono il tema i filosofi Michel Onfray e Maurizio Ferraris.

Introduce Valerio Adami, creatore e patron della Fondazione omonima che ogni anno dibatte e approfondisce importanti questioni di filosofia e cultura, con la pertecipazione di Omar Calabrese, Antonio Prete, Durs Grunbein e Paolo Fabbri. L'articolo su Taccuini (http://taccuinodicasabella.blogspot.it/2010/07/la-questione-dello-stile-seminario-alla.html)

 

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Direste che questo oggetto è stato disegnato da Philip Johnson (grande nume dell'architettura americana tra moderno e post-moderno) per il Sacro Monte di Arona?

 

 

Nel lontano 1991 molte illustri firme dell'architettura internazionale si sono cimentati nell'opera di completamento del "Monte di San Carlo", ad Arona", avviatosi e rimasto incompiuto nella metà del XVII secolo. Su invito della rivista ZODIAC, diretta da Guido Canella, numerosi architetti di fama hanno proposto come completare le cappelle mancanti del vasto iniziale progetto dedicato a Carlo Borromeo. TACCUINI INTERNAZIONALI intende ripercorrerne l'idea di dare un volto definitivo al progetto borromaico, cercando nei propositi di allora possibili spunti per il futuro.

 

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  ORTISSIMA 

Percorsidorta 2010 (Home: Italian and English text)

 

 Rabarama: grande scultura nella piazza di Orta San Giulio (vedi articolo nella Home). L'articolo di Taccuini "L'estate di Orta San Giulio 2010, Le sculture monumentali di Rabarama a Orta San Giulio"(http://taccuinodicasabella.blogspot.it/2010/07/ortissima-percorsidorta-2010.html)

 

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  Tones on the Stones

Le grandi manifestazioni estive nelle cave dell'Ossola

FUEGO GITANO: Pasion y Muerte. La vera storia di Carmen

 

FUEGO GITANO: Pasion y Muerte. La vera storia di Carmen. 31 luglio 2010 alla Cava Palissandro Marmi di Crevoladossola, con G.Tognazzi

 

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La "dimensione elettrica" del XX secolo nelle valli ossolane. Le nuove centrali idroelettriche e la nuova estetica di Piero Portaluppi. Un articolo ne descrive le più importanti, facendo una panoramica storica dell'arte del geniale architetto milanese tra deco e moderno (http://taccuinodicasabella.blogspot.it/2010/07/la-dimensione-elettrica-del-xx-secolo.html) 

 

 

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Il lago di Viverone, oggetto oggi sconosciuto ai più, forse anche a molti eporediesi

 

 

Taccuini ne propone, nella Home, una carrellata di immagini, invitando ad allargarne la conoscenza che ne recuperi il passato di "centro olivettiano per il tempo libero", laboratorio d'antichi splendori sociali e culturali:

"LAGO DI VIVERONE: TRA IVREA, BIELLA E VERCELLI UNA RIVIERA TRA LE PREZIOSE COLLINE DI ERBALUCE. CALMA E SERENITA', LONTANO DALLE ANSIE QUOTIDIANE" (http://taccuinodicasabella.blogspot.it/2010/07/lago-di-viverone-tra-ivrea-biella-e_23.html)

Enrico Mercatali - Lesa, 5 giugno 2012