Sul Lungolago di Verbania Pallanza
una inconsueta scultura - istallazione
completa ed illumina il passeggio
lo "Sbarco" di Velasco Milani
Dal 2 giugno al 21 ottobre potranno essere visitate all'Isola Madre (Lago Maggiore) le multiformi istallazioni dello scultore, dal titolo "Foresta Rossa", chiamato a vitalizzare il turismo lacustre dai principi Borromeo e da Cristina Zuccari
Siamo casualmente ieri incappati in una inusuale scultorea istallazione collocata proprio al centro del Lungolago di Pallanza (Verbania), di fronte alla piazza del Municipio. Fa da sfondo a questo manufatto, lungo una decina di metri, il monumento a Cadorna, l'Isolino (che ospitò a suo tempo Arturo Toscanini) e, dalla parte opposta, l'Isola Madre, delle borromee la maggiore, la più vicina a Verbania.
Abbiamo deciso di ospitare nel nostro magazine alcune immagini di questo davvero spettacolare oggetto, tutto metallico, rappresentante una lunga imbarcazione di imprecisata età, sostenuta da due figure maschili, che la trasportano. L'imbarcazione, una sorta di piroga, è realizzata in acciaio inox lucido, totalmente liscia all'esterno, quindi fortemente riflettente, quasi fosse uno specchio, la luce solare ed ogni oggetto o persona che vi fosse attorno, strutturata all'interno da barre in ferro opportunamente distribuite. Le due figure umane sono probabilmente in bronzo, oppure anch'esse in ferro.
Una parte delle istallazioni realizzate da Velasco Vitali all'Isola Madre (Lago Maggiore), visitabili a partire dal 2 giugno 2012
Decisamente innovativa e visivamente impattante la grande scultura, pur integrandosi, per soggetto e dimensioni all'ambiente circostante. Ben intenzionati, noi, ad interessarci subito a lei, che certamente richiedeva attenzione, ed anche interesse.
Il pubblico pareva anch'esso attratto dal metafisico oggetto, quasi un UFO appena sbarcato da chissà quale luogo lontano, e si lasciava prendere all'interno dalla inevitabile curiosità che esso suscitava, o vi percorreva il perimetro, quasi incantato da tanto inusitata presenza, in questi luoghi, e lungo queste sponde.
Abbiamo deciso di parlarne perchè anche a noi tale presenza, pertaltro anonima (non un cartello che segnalasse il nome dell'autore o il titolo, e tanto meno il senso dell'iniziativa), è parsa strana, inconsueta, ma felice, totalmente densa di significato, ricca di ottimi presupposti, presenti e futuri. Al temine dell'articolo vi riveliamo tutti tali dati, che stranamente non comparivano presso l'opera.
Ringraziamo l'amministrazione comunale che sicuramente ne ha consentito (o forse promosso) l'istallazione, e gli sponsors, per l'audacia (in un certo senso, dati i presupposti ai quali siamo abituati in tali contrade), e per l'aver dato avvio (in quanto precedente) ad una azione che potrebbe essere ripetuta, e riverberata lungo tutti i nostri troppo provinciali lungolaghi, facendo diventare, quella di collocare istallazioni di qualità, quale certamente questa è, nei più frequentati siti pubblici del nostro lago, un plus capace d'attrarre più interesse per l'arte, più turismo di qualità, più rimando internazionale alle nostre pur già bellissime e in teressantissima connotazioni di paesaggio e di cultura.
Le tre foto qui sopra, quella sopra al titolo, e quella in fondo all'articolo sono di
Enrico Mercatali
Ringraziando perciò ancora chi ha fatto ciò, auspichiamo che si faccia di più lungo le rive del Maggiore, magari in parte imitando quanto, non sempre felicemente ma pur sempre assai efficacemente, è stato fatto sull'Orta.
Proponiamo, qualora vi fossero iniziative comuni tra le amministrazioni comunali delle nostre provincie, e sponsors interessati a dare forte incentivazione a tali esperimenti, d'istituire apposite commissioni di esperti, che possano dare il migliore indirizzo, onde evitare l'inutile, controproducente e dispersivo moltiplicarsi di azioni isolate, come è accaduto a Stresa, in cui l'istallazione di sculture (peraltro non temporanee) ha riempito il bel lungolago di opere prive o quasi di qualsivoglia qualità.
La scultura in questione, intitolata “Sbarco” e riferita alle
migrazioni dei popoli, è opera dello scultore Velasco Milani;
rappresenta la prima opera dell’allestimento artistico “Foresta Rossa”
che sarà inaugurato il 2 giugno e comprenderà fino ad ottobre altre
installazioni presso il Grand Hotel Majestic (promotore dell’evento) e
all’Isola Madre.
La scultura era già stata istallata a Milano alla fine del 2010.
Così se ne è parlato sulle cronache d'allora e così ne ha parlato l'Assessore Massimiliano Finazzer Flory:
"S’intitola Sbarco l’intervento artistico promosso dall’Assessorato alla Cultura del Comune che Velasco Vitali
realizza a Milano dal 13 novembre al 3 dicembre. La migrazione dell’uomo è il filo conduttore di
un’installazione che collega idealmente la piazza della Stazione Centrale di Milano e gli spazi di Palazzo
Reale. “Con Sbarco – spiega l’assessore alla Cultura Massimiliano Finazzer Flory – Velasco Vitali, nei suoi
quattro distinti capitoli narrativi, dà forma e concretezza alle figure migranti. Ciò che colpisce dei suoi lavori è
l’irriducibile tensione fra individuo e comunità. L’artista, senza negare l’una o l’altra, ignora tuttavia gli ovvi
richiami ideologici all’egoismo, al collettivismo. Ed è in tale prospettiva, in un ideale percorso, che il nostro
sguardo muove dalla Stazione Centrale alle sale di Palazzo Reale in un evocativo viaggio che racconta lo
scorrere del tempo, i mutamenti, l’evoluzione dei nostri giorni, quella esteriore e quella interiore”.

La foto della scultura (di repertorio) è di Oliviero Toscani
Così allora altri avevano detto:
"Dal passaggio di persone riflesse sulla chiglia di una barca al branco di sculture nella penombra dei corridoi di
Palazzo Reale, alla folla nei grandi quadri nelle sale, Velasco Vitali investe con la sua riflessione le tematiche
dell’isolamento, del viaggio, dell’immigrazione, della precarietà e della fuga. E lo fa attraverso quattro grandi
momenti tematici, declinati anche spazialmente in quattro opere o gruppi di opere.
I . Sbarco (piazza Duca d’Aosta, Stazione Centrale)
Una barca lunga e sottile taglia la piazza. La sorreggono due uomini di bronzo immobili e vaganti che segnano
l’inizio, la fine e la durata di un viaggio immobile e ciclico, due figure senza identità, che diventano metafora di
spaesamento. Al visitatore il compito di pensare alla meta del viaggio, all’identità dei viaggiatori, alla funzione
della barca (2 metri per circa 15 di lunghezza): uno scudo, un guscio, un rifugio che collega e separa i due
uomini. "
Enrico Mercatali
Pallanza (VB), 11 maggio 2012
- aggiornato il 30 maggio 2012